Il libro "L'ultimo cavaliere" di Andrea Ceradini è un romanzo storico che ripercorre la vita e le gesta di Eugenio di Savoia, una delle figure più influenti e carismatiche della storia europea tra il XVII e il XVIII secolo (Napoleone lo incluse tra i cinque più grandi generali della storia).
L'opera non si presenta come una biografia tradizionale o un saggio accademico, ma come un romanzo che cerca di dare corpo agli aspetti più sfuggenti e privati del Principe. La narrazione si muove tra il piano pubblico del grande condottiero e quello intimo dell'uomo, esplorando "presunzioni" storiche come la sua gioventù sventata, l'omosessualità, la misoginia e i suoi legami con la massoneria.
Il racconto si apre a Vienna nel 1736, negli ultimi giorni di vita di un Eugenio ormai anziano, stanco e malato, che riflette sul proprio passato mentre presiede le sue ultime riunioni ufficiali. Attraverso i ricordi del protagonista e frequenti flashback, il lettore viene trasportato indietro nel tempo, all'infanzia e alla famiglia: viene tratteggiata la figura complessa della madre, Olimpia Mancini (nipote di Mazzarino) e il suo rapporto ambiguo con il Re Sole, Luigi XIV.
Infine si narra la carriera militare, dove vengono rievocate le grandi vittorie sfolgoranti come quelle di Zenta, Blenheim, Torino e Belgrado, che lo hanno reso leggendario, ma anche le sconfitte e la crudezza della guerra e il rapporto con il potere.