La strega e Voltaire è un romanzo complesso, scritto in uno stile letterario elegante, ma sobrio, perfettamente intonato a quel genere di racconto che sa mettersi in sintonia con il lettore fin dalla prima pagina.
L'autore confessa che gli è costato 10 anni di gestazione, e possiamo credergli, per l'insieme di ingredienti storici e di costume che conferiscono fondata legittimità alla minuziosa ricostruzione storica degli eventi, ambientati nel XVIII° secolo, durante la napoleonica campagna d'Italia.
Seguendo le vicissitudini quotidiane del protagonista, il ricco aristocratico veneziano Pieralfonso da Cortenova, erede del marchesato, si ha il piacere di cogliere un'attenzione costante al dettaglio sia paesaggistico benacense e montebaldino, che all'arredo degli interni della settecentesca villa “La Francesina”, figlia minore e tardiva del rococò, la quale vantava però alcuni affreschi del pittore Giambattista Crosato (1686-1758).
Lo incontriamo in un caldo pomeriggio d'estate in sella alla sua fedele cavalla saura, mentre si sta avvicinando alla villa, dove vive la zia marchesa, circondata da ospiti e servitori. Fra questi qualche cattivo soggetto camuffato da perbenismo devoto. L'aria intorno si è fatta leggera dopo una benefica pioggia e i suoi pensieri corrono sul filo meditabondo del proprio destino: che cosa lo attende? che cosa la vita ha in serbo per lui? E mentre pensa, arriva al cancello della villa, raggiunge il giardino rigoglioso di piante esotiche, impreziosito da statue di fauni e ninfe.
Da lì può ammirare un panorama mozzafiato che, partendo dalla cresta del Monte Baldo, scende alla punta di S. Vigilio e si tuffa nel più bel lago d'Italia. Ci verrebbe voglia di fermarci lì insieme a lui, di guardarci intorno, immersi in tanta bellezza… ma la storia ci chiama a girare pagina e andare avanti.
Lo attendono imprese e sorprese che lo portano a misurarsi con una realtà ostica difficile, dominata fuori casa da una guerra senza quartiere, causa di morte, distruzione fame malattie… e dentro casa avvelenata da soprusi inganni cattiverie con cui deve sapersi misurare per difendere un sentimento che sente nascere e crescere dentro di lui.
Sì, è l'amore per la bella Marianna, giovane servetta straripante di bellezza, concupita da uomini immondi, bistrattata, calunniata, incolpata di stregoneria perseguitata da coloro che esercitano il potere… Che cosa significa per lui questo amore?… Saprà difenderlo contro tutto e contro tutti?
Se gli scontri fra esercito austriaco e napoleonico fanno da sfondo ai fatti rocamboleschi del nostro eroe, lui non si fermerà davanti a qualsiasi ostacolo pur di far trionfare la giustizia e coronare il suo sogno d'amore. Supererà tutti gli impedimenti dettati dall'ipocrisia bacchettona dei tempi in nome di una nuova religione fondata sulla luce dell'amore?…
E cosa centra Voltaire? (Parigi, 1694 – Parigi, 1778) Il padre dell'Illuminismo si è rivoltato contro la caccia alle streghe e il fanatismo religioso. In quarta di copertina la sua famosa frase:
“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle”
Buona Lettura
Elisa Zoppei su Il Condominio news.